Un ondata di suicidi e tentativi di suicidio in Italia sono direttamente correlati a problemi di natura economica. Ecco i dati della CGIA di Mestre.
In questo post non si parla di mutui. E non inserirò nemmeno link utili per correlare news che riguardano mutui. Tengo solo a riprendere dei numeri che mi hanno lasciata basita...
Disoccupazione in aumento, fatica ad arrivare a fine mese con gli attuali stipendi e allarme fallimenti imprese. L'Italia è in ginocchio. Ma nessuno ha il coraggio di gridarlo.
La CGIA di Mestre però non fa passare inosservati i numeri di un paese che trema. Nel 2011 ben 11.615 aziende hanno chiuso i battenti per fallimento.
Le aziende di piccola dimensione continuano a rimanere il motore occupazionale ed economico del Paese.
E se chiudono addio posti di lavoro e stipendio. Ma il dramma si allarga ad un altro sconcertate dato ovvero quello del fallimento di un imprenditore che non è più solo economico, ma spesso viene vissuto come un fallimento personale che, in casi estremi, porta a togliersi la vita.
Tra il 2008 ed il 2010 la CGIA di Mestre segnala i suicidi per motivi economici in aumento del 24,6%, mentre i tentativi di suicidio, sempre legati alle difficoltà economiche, sono cresciuti leggermente meno: + 20%.
In termini assoluti, a fronte di 150 suicidi per ragioni economiche registrati nel 2008, nel 2010 (ultimo anno disponibile) i gesti estremi per motivi economici sono saliti a 187, mentre i tentativi di suicidio sono passati da 204 a 245.
Di fronte a questi numeri si rimane senza parole... e questa è la triste lista