La forbice che si registra tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie e l'inflazione ha toccato il livello più alto dall'agosto 1995. Qui i dati Istat.
Mutui con rate sempre più pesanti per gli spread applicati dalle banche e costo della vita che prosegue con un inflazione galoppante che rende le famiglie italiane sempre più povere.
Un leit motiv che ci trasciniamo ormai da anni ma la situazione che si prospetta attualmente è davvero preoccupante. Ad alzare la mano l'Istat che lo scorso dicembre ha registrato un sostanziale divario tra quello che nel 2011 è stato l'andamento delle buste paga e la dinamica dei prezzi.
Della questione rincaro mutui, novità rispetto al solito aumento del costo della vita, ne avevamo già sostanzialmente parlato in un nostro precedente post (clicca qui per leggerlo). Ma il dato allarmante è quello che l'Istat registra con la chiusura dell'anno. Se la paga oraria dei lavoratori italiani è cresciuta dell'1,4% nell'ultimo mese dall'anno passato, nello stesso periodo i prezzi sono aumentati del 3,3%, portando il divario tra i due indici all'1,9%. L'inflazione ha toccato il livello più alto dall'agosto 1995.
Se si analizza il 2011 nei dodici mesi, il gap tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,8%) e il livello d'inflazione (+2,8%) raggiunge un divario pari a 1 punto percentuale e anche in questo caso risulta essere lo scarto più alto dal 1995.
Un record questo divario tra prezzi e salario che non lascia assolutamente sereni.
LINK UTILI
Crisi economica, parla l'economista Nouriel Roubini
World Economy Forum, parla il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda
Decreto liberalizzazioni Monti, ecco cosa dobbiamo aspettarci
Chi non paga l'Imu: ecco la tabella per valore catastale e numero di figli
Le banche non concedono mutui: verità o provocazione?
Sospensione rate mutuo: proroga fino a luglio 2012
Calcolo Imu prima casa: comune per comune ecco quanto si paga
Imu casa in affitto: come calcolare l'imposta e chi la paga